Montevergine panorama di Avellino

Avellino fra storia, monumenti, tradizioni e riti secolari

Visitare Avellino è un consiglio per il turista che decide di visitare la regione Campania. Situata a circa 350 metri sul livello del mare, in una valle dell’appennino campano che va dal Monte Partenio ai monti Picentini, conta una popolazione di 56mila abitanti.

Le origini di Avellino

Avellino fu fondata dagli Irpini e divenne un’importante colonia romana data la sua posizione strategica per le comunicazioni con le zone interne della regione. Nel medioevo la città ha visto molteplici distruzioni e ricostruzioni dovute alle contese dei vari popoli che la invadevano e conquistavano fra i quali i Goti, i Longobardi, I Bizantini, i Normanni ecc.. In seguito Avellino appartenne a diverse famiglie aristocratiche, fra le quali la più importante è quella dei Caracciolo che dal 1589 al 1806 la possederono a titolo di principato.

Oltre a subire le distruzioni operate dai popoli invasori, Avellino è stata sconvolta da numerosi terremoti più o meno forti, l’ultimo di entità disastrosa è stato quello del 1980 che procurò alla città 82 vittime oltre ad ingenti danni. Per queste ragioni la città conserva poche testimonianze di architettura del passato, e gli unici edifici monumentali di una certa importanza sono il Duomo costruito nel XII secolo ma rifatto nel XIX secolo ed il palazzo della Dogana risalente al secolo XVII. Il convento dei padri Dominicani è sede oggi della Prefettura.

Mete Avellino – Architettura religiosa e civile

Ci sono numerose chiese ad Avellino, ma tutte o quasi, sono di costruzione recente. Sono da ricordare la Chiesa di Santa Maria del Rifugio detta Chiesa di Sant’Anna, Chiesa e Convento di Santa Maria delle Grazie, Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, Chiesa e Convento di San Generoso, Chiesa della Santissima Trinità, Chiesa San Francesco Saverio detta Chiesa di Santa Rita, Chiesa del Santissimo Rosario.

Tra le architetture civili di principale importanza ci sono: il Carcere Borbonico che è stato in funzione fino al 1987 quando dopo il restauro è diventato sede del Museo del Risorgimento, della Pinacoteca Provinciale e del Lapidario Provinciale oltre che sede dell’archivio di Stato e della Soprintendenza di Avellino; la struttura ha anche sale dedicate alla didattica e alle mostre. Il Casino del Principe che è una residenza nobiliare oggi adibita a mostre di artisti importanti come Leonardo da Vinci e Picasso voluta da un nobile dei Caracciolo in stile rinascimentale; la Fontana di Bellerofonte che è un’opera scultorea risalente al 1700 che si trova nel centrale Corso Umberto I; Palazzo dei Concilii anch’esso un palazzo del 1700 che è stata dimora dal  1808 anche di Victor Hugo, Governatore militare della provincia; Casa della Gioventù Italiana del Littorio utilizzata nel ventennio fascista ed in seguito abbandonata dopo la guerra, divenne prima sala cinematografica, e infine dopo essere stata in disuso per un po’ di tempo, fu danneggiata gravemente da un incendio doloso nel 2011.

Da ricordare poi c’è il castello di Avellino che a differenza degli altri castelli dell’irpinia, fu costruito nella parte più bassa della città e le sue prime pietre furono ad opera dei Longobardi nel VI secolo. Subì diversi assedi nel corso dei secoli fra i quali il più importante fu quello di Alfonso d’Aragona nel 1436, e divenne dimora dei principali feudatari della città. Nel corso dei secoli ebbe visitatori da tutta l’Italia tra cui poeti e viaggiatori, ma conobbe il suo maggior periodo di splendore con i Caracciolo che ne completarono il parco interno dotandolo anche di un lago artificiale. A seguito però dei gravi danneggiamenti dovuti alla guerra di successione spagnola, i Caracciolo abbandonarono il castello spostandosi nel loro palazzo nobiliare, e da allora quest’ultimo è rimasto abbandonato. Anni dopo un’ala del castello è stata abbattuta per far posto al conservatorio cittadino.

Dal 2010 ad Avellino è stato inaugurato il parco Manganelli, un’immensa area verde di 120000 metri quadri con annesse piste ciclabili, pista da jojjing, area bambini, pista bocce e campetti per praticare sport vari, oltre ad un anfiteatro all’aperto ed un’ area riservata ai servizi.

Tradizioni principali ad Avellino

Avellino è una città molto tradizionale e conserva alcuni riti da secoli. Il  carnevale è una delle tradizioni principali a cui partecipa tutta la popolazione, e comincia addirittura gia dal 17 gennaio, giorno in cui è ricordata la figura di Sant’ Antonio Abate e termina con i festeggiamenti in costumi allegorici come di consueto nel mese di febbraio. In questo mese ci sono momenti di grande festa, rappresentazioni e riti dell’antica civiltà contadina che si sono tramandate sin dalle vecchie generazioni.

La Zeza è una scena teatrale prettamente originaria della Campania, nata a Napoli nella seconda metà del seicento dove poi è stata eliminata dalle tradizioni nell’ottocento, ma che continua ad essere usata invece ad Avellino e negli altri paesi dell’entroterra campano. Essa si svolge accompagnata dal suono della grancassa e del trombone ed è costituita da delle interpretazioni teatrali in cui i protagonisti sono solo gli uomini dato che le donne nei secoli precedenti non potevano prendere parte a rappresentazioni pubbliche. Questa usanza è stata così tramandata nel tempo seguendo gli stessi criteri dei secoli precedenti.

Il Venerdì Santo si svolge una processione che parte dalla cattedrale ed è presieduta dal Vescovo, che dopo la cerimonia di adulazione della croce da il via alla tradizione che prevede il giro di tutte le strade cittadine con la Madonna Addolorata e il Cristo Morto con una sosta prevista all’ospedale San Giuseppe Moscati.

Un’altra tradizione importantissima per gli avellinesi è la processione di Santa Rita da Cascia la cui statua viene portata dalla chiesa dove si trova fino all’ospedale dove i pazienti della struttura, affacciati alle finestre, lanciano fiori e coriandoli ed assistono al volo delle colombe. Durante questa processione che porta la statua comunque in giro per tutte le strade della città, molte sono le donne che a piedi scalzi affrontano l’intero tragitto per sacrificio alla Santa.

L’ultima grande tradizione di Avellino è il Ferragosto, che parte il 26 luglio, termina il 15 agosto e festeggia l’Assunzione di Maria Santissima. Nel periodo del Ferragosto le strade sono in festa con l’accompagnamento di cantanti locali e/o famosi, rappresentazioni teatrali e tanto altro.

Il giorno 14 agosto viene fatto un’omaggio floreale alla Madonna che nel giorno successivo viene portata in giro per le strade della città e sosta anch’essa sotto all’ospedale cittadino dove dipendenti e pazienti lanciano fiori. Dopo la processione, la festa termina alla mezzanotte con lo spettacolo dei fuochi d’artificio.

Nel mese di agosto ricorre un altro evento di stampo medioevale e cioè “Il Palio della Botte“ a cui partecipano le sette contrade della città che si sfidano a spingere una botte di due quintali in salita lungo il corso della città. Vince chi nel minor tempo arriva al traguardo rappresentato dalla Fontana di Bellerofonte.

Oltre a queste feste tradizionali, ad Avellino poi ogni rione festeggia durante l’anno la sua Chiesa con festeggiamenti simili ma in scala ridotta.

Foto by Principe88 (Own work) [Public domain], via Wikimedia Commons

Autore dell'articolo: admin

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