Padule di Massaciuccoli

Visita al padule di Massaciuccoli

Con l’espressione “lago (o padule) di Massaciuccoli” si usa indicare, in realtà, un’area di circa 2000 ha, che sarebbe più opportuno definire come zona umida di Massaciuccoli. In questo territorio si trova il più esteso specchio lacustre naturale della Toscana e una vasta area palustre caratterizzata da una fitta rete di canali. La differenza fra lago e palude si manifesta anche nelle differenziazioni faunistiche e floristiche dei due ambienti limitrofi. Lungi dall’essere una zona monotona, anche il padule di Massaciuccoli ospita una quantità e varietà quasi incredibile di specie viventi.

Le vaste estensioni erbose sono composte da cannella e falasco, due graminacee che formano vasti popolamenti, molto compatti, che difficilmente possono dare ospitalità a qualche animale. La distribuzione di queste due specie risponde a fattori in parte antropici, in parte naturali. Nel passato il falasco veniva raccolto e utilizzato, mentre la cannella, ritenuta infestante, veniva estirpata; oggi, invece, predomina la cannella, che conserva ancora una relativa importanza economica. La convivenza con queste fragminacee è difficile: ci riesce il convolvolo, che sfugge i problemi di concorrenza e di luce avviluppandosi sui fusti di cannella come le liane fanno con gli alberi nel bosco. Le altre specie presenti sono la menta d’acqua, la dulcamara e l’euforbia di palude.

La monotonia delle distese erbose è rotta episodicamente da piccoli boschetti di ontani e frassini: un tempo molto più estesi, la loro diffusione è stata limitata in conseguenza di pesanti interventi antropici.

Nelle zone acquitrinose si ambienta la felce florida, il più grande tipo di felce italiana, che raggiunge anche i 2 m. Si annovera anche un raro esemplare della grande famiglia dei giunchi (Juncus acutiflorus) e il cardo di palude. È anche possibile incontrare l’ibisco, dalla inconfondibile fioritura primaverile, una delle piante più famose nell’iconografia delle specie rarissime, insieme alla Drosera rotundifolia, che vive in quelle zone del padule caratterizzate da una bassa temperatura a livello del suolo. In più, è doveroso citare la specie forse più conosciuta delle erbe palustri, la cosiddetta coda di volpe, le cui infiorescenze si trasformano, dopo l’impollinazione, in cilindri marrone scuro sul fusto. Assai diffusa è anche la tifa, specialmente lungo i canali e in associazione con l’iris giallo. L’ambiente più caratteristico delle zone palustri è però il canneto, costituito per lo più dalla canna, tipica delle paludi delle latitudini temperate. Questa specie vive in aree permanentemente o temporaneamente sommerse, e tollera anche profondità di un paio di metri. Dal punto di vista ornitologico, il canneto rappresenta un ambiente molto specializzato: le varietà di uccelli che lo frequentano devono infatti possedere delle zampe che consentano loro di restare aggrappati agevolmente agli steli verticali. 11 porciglione, dal corpo sottile e dalle zampe lunghissime, è forse l’uccello più adattato alla caratteristica vita sviluppatasi nel canneto.

Ma ci sono anche altre specie vegetali e animali che vivono completamente o parzialmente immerse nell’acqua: il fondo di alcuni canali e ampi tratti del fondo lacustre sono tappezzati da praterie sommerse di ceratofillo, con foglie filiformi e piccoli fiorellini estivi.

Una delle piante acquatiche più affascinanti è l’erba vescica, priva di radici, che vive completamente sommersa a eccezione del fiore, che spunta dall’acqua in estate. La caratteristica che la rende unica, però, sono le vesciche sparse tra le fronde: esse servono non solo a catturare quelle piccole prede che rimangono intrappolate fra i peli, e di cui la pianta si nutre per assimilazione, ma anche a consentirne il galleggiamento. D’inverno, essa sprofonda, zavorrando le vescicole con una sostanza viscida e mucillaginosa.

Il connubio fra terre e acque è tuttavia una costante ambientale di tutto il Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli: gli ambienti umidi sono infatti numerosi e diffusi su tutto il territorio, e la loro fauna è di una ricchezza straordinaria. Le libellule, ad esempio, si riconoscono facilmente per il volo raso sul pelo dell’acqua. Sul fondo delle acque si muovono molti molluschi e crostacei d’acqua dolce, oltre naturalmente ai pesci. Erbivori come le carpe o predatori come i lucci, i pesci rappresentano un importante anello della catena alimentare del lago. Fra le altre specie ittiche presenti, il pesce-gatto, l’anguilla, il persico e l’alborella, pesce esotico di recente introduzione. Ma il più affascinante è la lampreda, specie rara e poco nota, dal lungo corpo anguilliforme.

Tutti questi pesci sono naturalmente prede degli uccelli che vivono sulle sponde del lago. Lo svasso è un terribile predatore che si tuffa letteralmente nell’acqua per ghermire le prede con grande velocità, mentre sulle sponde del canneto si addensano le folaghe inconfondibili per la colorazione nera del piumaggio. Da evidenziare anche la presenza del tarabuso (Botarus Stellarti), una specie rara che qui ha trovato il proprio habitat ideale. Ma i veri padroni del lago sono l’anatra, il germano reale, che in primavera rappresenta la più numerosa famiglia nidificante, e l’airone, un tempo molto più numeroso, ma con popolazione in aumento. In questa complessa ecologia, con una comunità animale così ricca, il lago di Massaciuccoli si rivela un’insostituibile palestra di birdwatching.

Come arrivare

Il territorio di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli copre una superficie di circa 24.000 ha, che amministrativamente è compresa nelle province di Pisa e Lucca, e precisamente nei Comuni di Pisa, Massarosa, Vecchiano,Viareggio e San Giuliano. L’area odierna del Parco occupa la fascia litoranea fra Livorno – e dunque la foce dello scolmatore d’Arno – come limite meridionale, e Viareggio come estremità settentrionale, estendendosi all’interno fino a toccare le colline del Quiesa.

La zona è facilmente raggiungibile gratuitamente dalla via Aurelia e a pagamento dall’autostrada A12 uscita casello Pisa Nord (calcola pedaggio), che attraversano l’area protetta; in alcuni tratti, anzi, l’Aurelia offre uno splendido panorama, soprattutto all’altezza di San Piero a Grado e di Torre del Lago. L’area del Parco è inoltre raggiungibile in aereo, atterrando aeroporto di Pisa. Si tratta di un posto meno conosciuto dal turismo di massa ma è di sicuro uno dei luoghi da visitare in Toscana.

Sito ufficiale: http://www.parcosanrossore.org/

Autore dell'articolo: admin

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